Variabili generali implicate nel processo di apprendimento scolastico

Numerose ricerche e studi condotti negli ultimi anni rivelano che un numero considerevole di alunni, già dalla scuola primaria, presenta problemi o rallentamenti nell’apprendimento.

Questi possono essere riconducibili a molteplici fattori: disturbi che coinvolgono alcuni domini specifici di abilità (come nel caso dei Disturbi Specifici di Apprendimento), situazioni di svantaggio socio-culturale, deficit mentali, sensoriali o motori, aspetti legati al contesto scolastico o a caratteristiche individuali, quali motivazione, autocontrollo, emotività, difficoltà relazionali ecc.

Qualunque sia la loro natura, talvolta tali rallentamenti incidono in maniera significativa non solo sul rendimento nelle varie discipline ma più in generale sul benessere della persona.

Un primo passo importante al fine di accompagnare lo studente senza cedere frettolosamente a etichette e categorie, è conoscere le macrostrutture coinvolte nei processi di apprendimento.

Ma quali sono queste macrostrutture e perché è importante conoscerle?

Secondo le più recenti teorie, una caratteristica fondamentale dell’apprendimento, in particolare di quello scolastico, è la sua interattività: esso può essere considerato come il risultato dell’interazione tra i diversi processi cognitivi e tra questi e quelli meta-cognitivi (De Beni, Pazzaglia, Molin Zamperlin 2003).

Nello specifico, è possibile identificare alcune variabili generali implicate in questo processo, quali:

  • Attenzione: processo che consente di selezionare alcuni stimoli ambientali, ignorandone altri;
  • Memoria: funzione che permette di codificare, conservare nel tempo e recuperare le informazioni, attraverso meccanismi di costruzione e ricostruzione;
  • Intelligenza, ragionamento e problem solving: processi necessari in tutti quei compiti e attività connessi all’apprendimento che richiedono allo studente di “pensare” e ragionare in vista di un dato scopo;
  • Stili cognitivi: intesi come modalità che la persona è solita adottare per l’elaborazione di informazioni, modalità che permane nel tempo e si generalizza ai differenti compiti;
  • Aspetti metacognitivi: relativi ai processi di riflessione circa le proprie conoscenze, i processi strategici e di controllo. Questi consentono ad esempio allo studente di scegliere la strategia più efficace per un determinato compito.
  • Aspetti emotivo-motivazionali: intesi come emozioni associate al compito (ansia, resilienza ecc), motivazione al compito (intrinseca o estrinseca), convinzioni sulla propria intelligenza (stabile o incrementale) e stili attributivi.

Tutte queste variabili, oltre a guidare l’apprendimento, possono concorrere a facilitarlo od ostacolarlo. Risulta quindi importante un’adeguata presa in considerazione di questi meccanismi da parti di quanti, a vario titolo, affiancano e guidano gli studenti nei processi di apprendimento.

Questo favorirebbe:

  • una maggiore comprensione delle difficoltà manifestate dallo studente e delle variabili imputabili (attenzione? memoria? aspetti motivazioni?);
  • la predisposizione di interventi e strategie che tengano conto di quella specifica difficoltà e che vadano a potenziare o compensare quella dimensione;
  • l’organizzazione di lezioni e materiali scolastici che possano favorire il processo di apprendimento individuale.

Infine, a fronte di percorsi scolastici talvolta segnati da difficoltà e senso di “impotenza appresa”, questa osservazione e valutazione complessiva della persona potrebbe incidere positivamente non solo sul suo rendimento scolastico ma anche sul senso di autoefficacia e autostima dello studente, migliorando la qualità del suo percorso scolastico in generale.

Laura Corrias

Riferimenti:

Boscolo P., (2006). Psicologia dell’apprendimento scolastico. Aspetti cognitivi e motivazionali. Utet, Torino.

De Beni R., Pazzaglia F., Molin A., Zamperlin C., (2003). Psicologia cognitiva dell’apprendimento. Erikson, Trento, 2003

Friso G., Moè A., Pazzaglia F. (2005). Perchè (non) mi piace la scuola. Come acquisire un atteggiamento positivo verso lo studio. Trento, Erikson.

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